Dalla moschea Babri al tempio Ram: una cronologia dal 1528 al 2024

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Il tempio Ram viene inaugurato nella città settentrionale di Ayodhya 32 anni dopo che una folla nazionalista indù demolì la moschea Babri dell’era Moghul.

Una squadra di costruzione lavora al Ram Mandir, un tempio indù dedicato a Lord Ram, in costruzione sul sito del demolito Babri Masjid ad Ayodhya, India, il 29 dicembre 2023
Il tempio Ram nella città di Ayodhya, nell’Uttar Pradesh, è stato oggetto di una feroce divisione tra indù e musulmani in India [File: Rajesh Kumar Singh/AP Photo]

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha inaugurato un grande tempio dedicato al dio indù Ram ad Ayodhya, nello stato settentrionale dell’Uttar Pradesh, culminando una campagna quarantennale per costruire il tempio da parte di gruppi indù di estrema destra.

Il tempio, popolarmente conosciuto come Ram Mandir, è in costruzione sul terreno dove sorgeva una moschea del XVI secolo fino al 1992, quando una folla indù di estrema destra la demolì, innescando rivolte indù-musulmane a livello nazionale che uccisero più di 2.000 persone, la maggior parte delle quali loro musulmani.

Gli indù sostengono che il Babri Masjid sia stato costruito sul sito di un tempio durante il primo sovrano Mughal Babar, su una terra che era il luogo di nascita della loro divinità principale Ram. I musulmani offrirono preghiere fino al 1949, quando gli idoli furono collocati all’interno della moschea presumibilmente da sacerdoti indù.

Una sentenza della Corte Suprema indiana del 2019 ha assegnato la proprietà della terra a un fondo indù. L’inaugurazione del tempio è vista come un simbolo del trionfalismo religioso, trasformando la democrazia secolare dell’India in una nazione induista, polarizzando ulteriormente la politica che probabilmente andrà a beneficio del Bharatiya Janata Party (BJP) al governo mesi prima delle elezioni generali.

Ecco una cronologia della disputa tra moschea e tempio:

1528 – Costruzione della moschea

La Moschea Babri è costruita dal comandante Mughal Mir Baqi sotto il dominio del primo re Mughal, Babur.

1853 – Primo caso di conflitto registrato

Una setta indù sostiene che un tempio fu distrutto durante il regno di Babur per far posto alla moschea.

1859 – Gli inglesi erigono una recinzione

L’amministrazione coloniale britannica divide il sito in due sezioni separate per indù e musulmani. Ai musulmani è permesso pregare all’interno, mentre agli indù è permesso pregare nel cortile esterno.

23 dicembre 1949: la moschea diventa una “proprietà contesa”

Il governo dichiara la moschea una “proprietà contesa” e ne chiude il cancello dopo che gli idoli della divinità Ram sarebbero stati collocati da sacerdoti indù all’interno della struttura, secondo i rapporti della polizia. Successivamente non sono state offerte preghiere musulmane alla moschea.

1950-61 – Vengono intentate cause civili

Presso il tribunale sono state intentate quattro cause civili che vanno dal diritto di eseguire rituali indù nel sito a un gruppo musulmano che chiede la dichiarazione e il possesso del sito.

1984 – Comitato del tempio indù

È stato formato un comitato da gruppi indù di estrema destra, tra cui il Vishwa Hindu Parishad (VHP), per guidare la costruzione di un tempio indù.

1990 – Campagna del BJP per il tempio di Ram

Il leader del BJP Lal Krishna Advani conduce una campagna nazionale per costruire un tempio al posto della moschea. La campagna nazionale lascia dietro di sé una scia di violenza, che ha portato all’arresto di Advani nello stato orientale del Bihar.

6 dicembre 1992: una folla nazionalista indù demolisce la moschea

Decine di migliaia di indù si radunano ad Ayodhya demolendo la moschea del XVI secolo. Scoppiano rivolte indù-musulmane in tutto il Paese.

16 dicembre 1992 – Commissione Liberhan

Dieci giorni dopo la demolizione della moschea, il governo centrale costituisce la Commissione Liberhan per indagare sull’incidente.

2003 – Indagine archeologica

Gli archeologi iniziano un’indagine diretta dal tribunale per determinare se nel sito esistesse un tempio indù. L’indagine afferma che ci sono prove dell’esistenza di un tempio sotto la moschea, ma molti archeologi e musulmani contestano i risultati.

Rapporto della Commissione Liberhan del giugno 2009

La commissione presenta il suo rapporto 17 anni dopo la demolizione della moschea. Il rapporto nomina diversi leader del BJP e il suo mentore ideologico Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) come responsabili della demolizione della moschea. Alcuni leader senior del BJP, tra cui Advani, affrontano un processo.

Settembre 2010 – Sito da ‘condividere’

Tre giudici dell’Alta Corte di Allahabad stabiliscono che indù e musulmani dovrebbero condividere il sito conteso. La corte afferma che due terzi del sito di 2,77 acri (1,12 ettari) appartiene a gruppi indù – la setta Nirmohi Akhara e Ramlalla Virajman – e il resto al gruppo musulmano (Sunni Central Wakf Board, UP).

Maggio 2011 – Sentenza sospesa

La Corte Suprema sospende la sentenza dell’Alta Corte in seguito ai ricorsi di gruppi indù e musulmani.

21 marzo 2017 – Risoluzione stragiudiziale

Il giudice capo dell’India suggerisce un accordo extragiudiziale tra indù e musulmani.

19 aprile 2017 – Accuse di cospirazione

La Corte Suprema rilancia le accuse di cospirazione contro i principali leader del partito al governo – Advani, Murli Manohar Joshi – e altri 13 nel caso della demolizione della moschea.

5 dicembre 2017 – Udienza alla Corte Suprema

La Corte Suprema esamina 13 ricorsi nella controversia.

25 gennaio 2019 – Il collegio di cinque giudici esaminerà il caso

Il giudice capo dell’India (CJI) Ranjan Gogoi istituisce un banco di cinque giudici per esaminare il caso che annulla un precedente ordine dell’allora CJI Dipak Misra di istituire un banco di tre giudici. Il nuovo collegio comprende il giudice capo Gogoi e i giudici SA Bobde, DY Chandrachud, Ashok Bhushan e SA Nazeer.

8 marzo 2019 – Istituito il tavolo di mediazione

La Corte Suprema istituisce un gruppo di mediazione guidato dall’ex giudice della Corte Suprema FM Ibrahim Kalifulla per raggiungere una soluzione extragiudiziale.

2 agosto 2019 – La mediazione è fallita

La Corte Suprema afferma che gli sforzi di mediazione sono falliti.

6 agosto 2019 – Udienza quotidiana

La Corte Suprema avvia un’udienza quotidiana sulla disputa sulla terra di Ayodhya.

16 ottobre 2019 – Udienza conclusa, ordinanza riservata

La Suprema Corte conclude l’udienza; il collegio dei cinque giudici si riserva il giudizio.

9 novembre 2019 – Sentenza della Corte Suprema

La Corte Suprema stabilisce che il terreno debba essere ceduto a un trust che sovrintende alla costruzione di un tempio indù, soggetto a determinate condizioni. Un pezzo di terra separato ad Ayodhya viene assegnato ai gruppi musulmani.

5 febbraio 2020 – Costituzione del trust

Viene istituito uno Shree Ram Janmabhoomi Teerth Kshetra Trust di 15 membri per supervisionare la costruzione e la gestione del tempio.

5 agosto 2020 – Il Primo Ministro pone la prima pietra

Modi pone la prima pietra del tempio e ne svela la targa.

30 settembre 2020

Un tribunale di Lucknow assolve gli alti dirigenti del BJP, compreso Advani – un tempo mentore del primo ministro Modi – dal caso per mancanza di prove.

22 gennaio 2024 – Consacrazione del Tempio

Nonostante la costruzione di alcune ali ancora in sospeso, il tempio dell’Ariete è consacrato.

Ad Ayodhya si tiene una grande cerimonia con figure di spicco, leader spirituali indù e Modi.

La cerimonia prevede la collocazione di una processione di idoli e di una statua di Ram nel santuario interno dell’edificio.

Da martedì il tempio aprirà al pubblico e ai devoti.