Che cos’è il rendering Foveated?

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HTC Vive Pro Eye
HTC

Se hai seguito gli sviluppi delle cuffie per realtà virtuale, potresti esserti imbattuto nel termine “rendering foveated” utilizzato nelle conferenze stampa e nei materiali di marketing. La tecnica può aiutare a migliorare le prestazioni della realtà virtuale, che è importante per mantenere l’immersione e ridurre la cinetosi.

Cosa significa “rendering foveato”?

Il rendering foveato è un termine che descrive una riduzione della qualità del rendering nella visione periferica di chi lo indossa. Funziona monitorando o prevedendo la posizione dell’occhio in modo che la parte della scena che chi lo indossa abbia la priorità per un rendering di alta qualità.

Ciò significa che, anziché eseguire il rendering di un’intera scena con una risoluzione fissa o addirittura dinamica, il budget di rendering può essere speso meglio solo per la parte dell’immagine che chi lo indossa sta guardando. Il limite estremo del campo visivo di chi lo indossa può vedere una riduzione della risoluzione o altre tecniche di miglioramento dell’immagine come l’anti-aliasing poiché non sono a fuoco.

Dimostrazione di rendering Foveated Tobii Eye Tracking
Tobi

La tecnica funziona meglio se abbinata a una fotocamera all’interno dell’auricolare per tracciare con precisione la posizione dell’occhio. Un metodo meno sofisticato prevede la previsione della posizione dell’occhio, noto come “rendering foveato fisso”, ma naturalmente questo ha i suoi limiti.

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Non solo la tecnica è più efficiente in termini di utilizzo dell’hardware, ma si dice anche che fornisca un’esperienza VR più “realistica”, rispecchiando meglio il modo in cui i nostri occhi percepiscono il mondo.

Quali dispositivi supportano il rendering Foveated?

Il rendering Foveated è apparso per la prima volta su un visore chiamato Fove nel 2014. HTC ha lanciato Vive Pro Eye nel 2019 che include il rilevamento degli occhi utilizzando le telecamere montate all’interno del visore. La società finlandese Varjo produce anche una gamma di cuffie tra cui XR-3 e VR-3 che tracciano la posizione dell’occhio per una vera implementazione del rendering foveated.

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In particolare, la prossima PlayStation VR2, che dovrebbe essere lanciata nel 2022, includerà eye-tracking e rendering foveated. Questa mossa di Sony probabilmente porterà la tecnologia nel mainstream, anche se date le impressionanti specifiche del dispositivo non è chiaro a quale prezzo sarà.

Alcune cuffie offrono un rendering foveato fisso che aiuta le prestazioni ma non può competere con le soluzioni che utilizzano l’eye-tracking. Ciò include Oculus Quest, un’offerta VR economica, che ha aggiunto la funzionalità al kit di sviluppo software per cuffie (SDK) consentendo agli sviluppatori di implementarla nei loro giochi.

Un grosso problema per la VR che va avanti

Uno dei maggiori ostacoli all’ingresso in termini di adozione della realtà virtuale è l’enorme costo coinvolto sia nel rendering del budget che nell’investimento da parte di chi lo indossa. Il rendering foveated può almeno alleviare lo sforzo sull’hardware dando la priorità al campo visivo centrale. Ciò potrebbe in teoria abbassare la barriera all’ingresso in termini di requisiti minimi di sistema, consentendo a più persone di dedicarsi all’hobby.

L’impegno di Sony per il rendering foveated con la PSVR 2 non è solo un’ottima notizia per i possessori di console Sony, ma potrebbe anche avere un effetto positivo duraturo sul mercato VR in generale.

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