Sentenza della Corte Internazionale di Giustizia sul caso del Sud Africa contro Israele a Gaza: punti chiave

La Corte internazionale di giustizia ha emesso una sentenza molto attesa nel caso del Sudafrica contro Israele per atti di genocidio a Gaza.

La Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) ha emesso la sua tanto attesa sentenza provvisoria nel caso del Sud Africa contro Israele per presunti atti di genocidio a Gaza.

Ecco i punti salienti delle misure provvisorie ordinate venerdì dal tribunale in un caso che ha suscitato interesse globale:

Prevenzione del genocidio

La Corte Mondiale ha ordinato a Israele di agire per prevenire atti di genocidio mentre dichiara guerra al gruppo Hamas nella Striscia di Gaza.

Nella sentenza, 15 dei 17 giudici della Corte Internazionale di Giustizia hanno votato a favore di misure di emergenza che coprivano la maggior parte di ciò che il Sudafrica aveva chiesto, con la notevole eccezione dell’ordine di fermare l’azione militare israeliana a Gaza.

Secondo le autorità sanitarie di Gaza, l’operazione militare israeliana ha devastato gran parte dell’enclave densamente popolata e ucciso più di 26.000 palestinesi in quasi quattro mesi. La guerra va avanti ormai da più di 100 giorni da quando Hamas ha attaccato il sud di Israele il 7 ottobre, uccidendo 1.139 persone e facendone prigionieri 240.

Nessun cessate il fuoco

La Corte si è fermata prima di chiedere un cessate il fuoco immediato. Meno di due anni fa, nel marzo 2022, aveva ordinato alla Russia di porre fine alla guerra contro l’Ucraina dopo che Kiev aveva portato Mosca davanti alla Corte Internazionale di Giustizia.

Venerdì la Corte internazionale di giustizia si è astenuta dal ripetere le misure provvisorie ordinate contro la Russia, misure che Mosca ha ignorato.

Il ministro degli Esteri sudafricano Naledi Pandor, presente alla corte quando i giudici hanno emesso la sentenza, ha affermato di “sperare” che le misure provvisorie includessero l’ordine di un cessate il fuoco.

Ma Pandor ha anche affermato di non vedere come Israele potrebbe attuare le misure dirette dalla Corte Internazionale di Giustizia senza un cessate il fuoco.

Sentenza della Corte Internazionale di Giustizia sul caso del Sud Africa contro Israele a Gaza: punti chiave

L’ICJ ha giurisdizione

Questo mese Israele aveva insistito nelle sue argomentazioni sul fatto che la Corte Internazionale di Giustizia non aveva giurisdizione sul caso. Ma venerdì il giudice Joan Donoghue, presidente dell’ICJ, ha affermato che la corte ha concluso che può pronunciarsi sulla questione e in particolare che può ordinare misure provvisorie.

Ha sottolineato le precedenti dichiarazioni pubbliche del Sud Africa che suggerivano che Israele avrebbe potuto violare i suoi impegni ai sensi della Convenzione sul genocidio del 1948.

Inoltre, Donoghue ha sottolineato che Israele ha costantemente respinto qualsiasi accusa di genocidio a Gaza. Evidenzia le posizioni opposte delle parti coinvolte per sottolineare che esiste un contenzioso tra le due parti. Donoghue ha affermato che, sulla base delle prove presentate, alcuni degli atti e delle omissioni di Israele e dei suoi funzionari sembrano rientrare nell’ambito della Convenzione sul genocidio.

non per me, ma potrebbe essere una questione di tempo.
Un sostenitore palestinese manifesta davanti alla Corte internazionale di giustizia [Piroschka van de Wouw/Reuters]

Prevenire e punire l’incitamento al genocidio a Gaza

La corte ha anche avvertito Israele di “prendere tutte le misure in suo potere per prevenire” atti che potrebbero rientrare nella Convenzione sul Genocidio, istituita mentre il mondo era alle prese con gli orrori dell’Olocausto.

Ha anche affermato che Israele dovrebbe “prevenire e punire” qualsiasi incitamento al genocidio.

Il Sudafrica ha accusato Israele di atti “genocidi” intesi a provocare “la distruzione di una parte sostanziale del gruppo nazionale, razziale ed etnico palestinese”.

Aveva esortato la corte a ordinare a Israele di “sospendere immediatamente” le sue operazioni militari a Gaza e di consentire che gli aiuti umanitari raggiungessero i civili.

Israele deve riferire entro un mese

I giudici hanno stabilito che Israele dovrà riferire alla corte entro un mese su ciò che sta facendo per mantenere l’ordine di adottare tutte le misure in suo potere per prevenire atti di genocidio a Gaza.

Donoghue ha affermato che la sentenza crea obblighi legali internazionali per Israele.

Consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia

La corte ha inoltre stabilito che Israele deve attuare tempestivamente misure “immediate ed efficaci” per garantire la consegna a Gaza degli aiuti umanitari e dei servizi di base urgentemente necessari.

Hamas, che governa Gaza negli ultimi 16 anni, ha accolto con favore l’“importante” sentenza della Corte, affermando che “contribuisce a isolare Israele”.

“IL [International] La decisione della Corte di Giustizia è uno sviluppo importante che contribuisce a isolare Israele e a denunciare i suoi crimini a Gaza”, si legge in una nota.

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