Google ha presentato Private AI Compute, una nuova piattaforma di elaborazione AI basata su cloud progettata per fornire le funzionalità AI avanzate, la velocità e l’intelligenza dei suoi modelli Gemini mantenendo i dati degli utenti privati e sicuri.
La piattaforma consente agli utenti di sperimentare funzionalità IA più veloci e capaci, garantendo al tempo stesso che i loro dati personali rimangano privati, anche da parte di Google stesso. Consentendo ai dispositivi di accedere alle prestazioni dell’intelligenza artificiale basata su cloud senza esporre informazioni personali, segna l’ultimo passo di Google verso la creazione di un’intelligenza artificiale responsabile e attenta alla privacy. Il lancio rispecchia il “Private Cloud Compute” di Apple introdotto nel 2024.
“Per decenni, Google ha sviluppato tecnologie di miglioramento della privacy (PET) per migliorare un’ampia gamma di casi d’uso legati all’intelligenza artificiale”, Google annunciato in un post sul blog il martedì.
Oggi stiamo facendo un passo avanti nella creazione di esperienze utili che mantengano gli utenti al sicuro con Private AI Compute nel cloud, una nuova piattaforma di elaborazione AI che combina i nostri modelli Gemini più potenti dal cloud con le stesse garanzie di sicurezza e privacy che ci si aspetta dall’elaborazione sul dispositivo. Fa parte del nostro impegno costante per fornire l’intelligenza artificiale con la sicurezza e la responsabilità al centro”.
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Come funziona
Il sistema è basato sulle Tensor Processing Unit (TPU) di Google e utilizza Titanium Intelligence Enclaves (TIE), un livello di sicurezza basato su hardware che salvaguarda i dati durante l’elaborazione. Per creare un ambiente sicuro, Google utilizza l’attestazione remota e la crittografia end-to-end per verificare le connessioni affidabili, garantendo che i dati personali vengano elaborati in un ambiente protetto e isolato.
Questo approccio a più livelli si basa sul Secure AI Framework (SAIF) di Google e sui principi di intelligenza artificiale e sui principi sulla privacy di lunga data, che enfatizzano il controllo degli utenti, la trasparenza e la sicurezza.
Esperienze Pixel più intelligenti
I primi prodotti a beneficiare del Private AI Compute sono gli ultimi smartphone Pixel 10 di Google. Secondo il gigante della ricerca, la tecnologia consente all’intelligenza artificiale di offrire esperienze più personali e proattive, come suggerimenti contestuali basati su e-mail, messaggi e calendari di Magic Cue sui telefoni Pixel 10. Allo stesso modo, l’app Recorder offre riepiloghi più intelligenti in una gamma più ampia di lingue, grazie alla potenza di elaborazione aggiuntiva dei modelli cloud Gemini.
Google ha osservato che questi miglioramenti segnano l’inizio di un’implementazione più ampia nel suo ecosistema, consentendo esperienze utente più intelligenti e personalizzate in prodotti come Ricerca, Workspace e Android.
Impegno verso un’intelligenza artificiale responsabile
Private AI Compute rappresenta l’ultimo sforzo di Google per allineare l’innovazione con la fiducia degli utenti, ridefinendo al tempo stesso il modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale gestiscono i dati sensibili. Segna una pietra miliare nell’impegno dell’azienda nello sviluppo di un’intelligenza artificiale utile, personale e rispettosa della privacy.
“Questo è solo l’inizio. Private AI Compute apre una nuova serie di possibilità per utili esperienze di intelligenza artificiale ora che possiamo utilizzare sia modelli on-device che modelli cloud avanzati per i casi d’uso più sensibili”, ha concluso Google.
