In un drammatico cambiamento della sua strategia di intelligenza artificiale, Apple si prepara a fare affidamento su Google, il suo rivale di lunga data, per alimentare la prossima versione di Siri. Dopo anni di ritardo nella corsa all’intelligenza artificiale, secondo quanto riferito da un rapporto di Apple, Apple sta finalizzando un accordo del valore di circa 1 miliardo di dollari all’anno per concedere in licenza una versione personalizzata del modello Gemini di Google da 1,2 trilioni di parametri per alimentare la prossima generazione del suo assistente vocale. Notizie Bloomberg il mercoledì.
Una rara dipendenza da un rivale
Per anni, Apple si è posizionata come indipendente e attenta alla privacy, costruendo sistemi strettamente controllati e raramente dipendendo dai concorrenti per le tecnologie chiave. Tuttavia, Siri, un tempo pioniere nella tecnologia vocale consumer, ha faticato a tenere il passo con assistenti più capaci come Google Assistant e Amazon Alexa.
Le difficoltà dell’assistente nel gestire richieste complesse e in più passaggi e nell’integrarsi senza problemi con app di terze parti sono state una fonte persistente di frustrazione per gli utenti e preoccupazione interna per Apple.
Con le nuove funzionalità di Siri già posticipate al 2026, Apple ha riconosciuto di aver bisogno di un aiuto esterno. Dopo aver valutato diversi partner, tra cui Anthropic, Apple ha scelto Google, in parte perché si credeva che l’offerta di Anthropic fosse circa il 50% più costosa.
Rivolgendosi a Google, Apple riconosce di aver bisogno di un rapido incremento dell’intelligenza mentre lavora sui propri modelli di prossima generazione. Si prevede che il modello Gemini personalizzato di Google, creato appositamente per le esigenze di Apple, aiuti Siri a eseguire ragionamenti più profondi, generare riepiloghi ed eseguire attività in più passaggi che gli attuali modelli di Apple non possono supportare.
Un enorme balzo in avanti nella potenza dell’intelligenza artificiale
Apple sta spingendo per completare un modello da 1 trilione di parametri che spera di lanciare il prossimo anno. L’attuale modello cloud del colosso di Cupertino utilizza circa 150 miliardi di parametri, mentre la versione in esecuzione sui dispositivi ne ha solo 3 miliardi. In confronto, il modello Gemini personalizzato di Google, con 1,2 trilioni di parametri, racchiude un livello di complessità ben oltre la tecnologia esistente di Apple.
Gemini gestirà le funzioni più avanzate di Siri, tra cui:
- Pianificazione di compiti complessi
- Flussi di lavoro multi-app
- Riepiloghi di messaggi, e-mail e documenti
Nel frattempo, Apple continuerà a utilizzare i propri modelli per attività che richiedono rigorose protezioni della privacy ed elaborazione sul dispositivo.
Una partnership con limiti
Nonostante la portata dell’accordo, non si tratta di un’acquisizione totale di Siri da parte di Google. Secondo Bloomberg:
- La partnership non integra Ricerca Google in iOS
- È separato dai discorsi precedenti sull’aggiunta di Gemini come chatbot integrato
- Non sarà evidenziato nel marketing pubblico di Apple
- Esclude la Cina, dove Apple utilizzerà sistemi di intelligenza artificiale separati e localizzati non basati su Gemini
Una svolta decisiva per Siri
La rinnovata Siri, in parte supportata da Google, è prevista per la primavera del 2026, con Gemini che gestirà le sue più sofisticate capacità di “pensiero”. Se Apple riuscirà a riconquistare la propria posizione e alla fine a reggersi in piedi da sola è ancora una questione aperta. Ma una cosa è chiara: il futuro di Siri – inaspettatamente – inizierà con Google.
