Il multitasking comporta la definizione delle priorità e il passaggio mentale da un’attività all’altra, abilità che possono essere difficili con l’ADHD.
Nel nostro mondo frenetico e orientato al multitasking, la capacità di destreggiarsi efficacemente tra più attività è spesso considerata un’abilità preziosa.
Ma per le persone con disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), la relazione tra il multitasking e le loro capacità cognitive è alquanto complessa.
Ciò solleva la domanda: le persone con ADHD incontrano più difficoltà nel multitasking a causa dei sintomi sottostanti di disattenzione e impulsività?
Cos’è il multitasking?
Il multitasking si riferisce alla capacità di eseguire più compiti o attività contemporaneamente o in rapida successione, spesso spostando l’attenzione da uno all’altro. Richiede flessibilità cognitiva, definizione delle priorità delle attività, controllo dell’attenzione e capacità di spostare l’attenzione tra le attività.
Il multitasking può verificarsi in vari contesti, inclusi ambienti di lavoro, contesti educativi e routine quotidiane, ed è diventato sempre più diffuso nella nostra società moderna, caratterizzata da connettività costante e sovraccarico di informazioni.
Un esempio di multitasking potrebbe essere una persona che ascolta contemporaneamente un podcast mentre lavora al computer o conversa al telefono mentre prepara la cena.
Il multitasking è più impegnativo per le persone con ADHD?
Gli individui con ADHD hanno una relazione complessa con il multitasking.
Da un lato, la natura dell’ADHD, comprese le difficoltà di attenzione, impulsività e iperattività, può rendere difficile destreggiarsi efficacemente tra più compiti contemporaneamente. Ciò può comportare una diminuzione dell’efficienza, un aumento degli errori e difficoltà nell’organizzare pensieri e azioni.
Tuttavia, la costante ricerca di stimoli nuovi ed entusiasmanti può contribuire a un certo livello di comfort di fronte alle mutevoli esigenze in un ambiente multitasking. Questa naturale inclinazione alla ricerca di novità e una propensione al cambio di attività può portare a una facilità percepita nella transizione tra diverse attività.
Ma nonostante questa inclinazione, il multitasking rimane una sfida, in quanto può ancora comportare cali significativi nella produttività e nel processo decisionale.
Uno studio del 2011 ha studiato le capacità multitasking di 45 uomini con ADHD e 42 adulti senza ADHD.
Sorprendentemente, i risultati mostrano che gli adulti con ADHD non hanno mostrato prestazioni multitasking compromesse nel compito standardizzato, suggerendo che i deficit nelle funzioni esecutive potrebbero non influenzare in modo significativo il multitasking in questo contesto specifico.
Tuttavia, gli adulti con ADHD hanno riportato un umore migliore e una motivazione più elevata nella condizione in cui si stavano concentrando su un compito alla volta, senza la necessità di frequenti cambi o monitoraggi.
Ciò suggerisce che una struttura dei compiti che minimizzi le distrazioni e riduca le richieste di controllo esecutivo può giovare alle persone con ADHD in termini di umore e motivazione.
Le persone con ADHD hanno difficoltà a cambiare attività?
Sebbene le persone con ADHD spesso si interrompano da sole e abbiano una propensione a cercare novità e spostare la loro attenzione, possono comunque trovare difficile passare da un’attività all’altra.
Ciò può essere dovuto a difficoltà nel disimpegnarsi dal compito attuale, passare mentalmente al nuovo compito e avviare i necessari aggiustamenti cognitivi e comportamentali.
In che modo l’ADHD influisce sul multitasking?
L’ADHD può avere un impatto significativo sulle capacità di multitasking. Il multitasking richiede di dividere l’attenzione, assegnare priorità alle attività e spostare rapidamente l’attenzione tra diverse attività.
Questi tratti possono influenzare in modo significativo la capacità di conservare e gestire le informazioni relative alle attività, strutturare e coordinare le attività e resistere alle distrazioni impulsive durante il multitasking.
Suggerimenti per aumentare la produttività con l’ADHD
Ecco alcuni suggerimenti per aumentare la produttività quando si vive con l’ADHD:
- Stabilisci una routine strutturata: Crea un programma giornaliero che includa orari specifici per il lavoro, le pause e altre attività.
- Suddividi le attività in passaggi più piccoli e gestibili: Compiti di grandi dimensioni possono sembrare opprimenti e portare a procrastinare. Suddividerli in passaggi più piccoli e più gestibili può renderli meno scoraggianti e più facili da affrontare.
- Usa promemoria visivi e strumenti organizzativi: Usa segnali visivi come calendari, elenchi di cose da fare o bacheche delle attività per aiutarti a rimanere organizzato e ricordare scadenze e attività importanti.
- Riduci al minimo le distrazioni: Crea un ambiente favorevole alla concentrazione riducendo le potenziali distrazioni. Ciò può comportare la ricerca di uno spazio di lavoro tranquillo e l’utilizzo di cuffie con cancellazione del rumore.
- Usa timer e tecniche di blocco del tempo: Imposta i timer o usa la tecnica del pomodoro (lavorando per un determinato periodo di tempo, seguito da una breve pausa) per suddividere il lavoro in intervalli mirati e gestibili.
Linea di fondo
Sebbene non esista una risposta valida per tutti, la ricerca suggerisce che il controllo esecutivo alterato e i processi di attenzione nell’ADHD possono porre sfide nella gestione e nel coordinamento efficaci di più attività contemporaneamente.
È importante ricordare che l’ADHD non definisce il tuo potenziale né limita la tua capacità di prosperare in un mondo multitasking. Sebbene possano esserci delle sfide lungo il percorso, è fondamentale abbracciare i tuoi punti di forza unici, come la creatività, l’adattabilità e la resilienza.
